Tappa 23: da Pontremoli ad Aulla 18/19 marzo

 

 

Da Pontremoli inizia una tappa di 32,12 km che si completano in 8 ore circa. Un percorso senza particolari dislivelli, quota massima 250m, lungo strade sterrate e sentieri, per lunghi tratti nel bosco.

Superata l’elegante pieve di Sorano, che ci introduce nell’atmosfera della Via Francigena, si attraversa l’antico borgo di Filattiera, poi lungo la valle del torrente Monia si giunge a Filetto e quindi a Villafranca.

Traversato il torrente Bagnone, si sale a Virgoletta e si procede per Terrarossa, dominata dal castello Malaspina, prima di giungere

l punto tappa, l’abbazia di San Caprasio ad Aulla.

Prestare attenzione al traffico intenso nel tratto della Statale 62 tra Terrarossa e Ponte Taverone in entrata ad Aulla.

  • Partenza: Pontremoli, Piazza della Repubblica
  • Arrivo: Aulla, Abbazia di S. Caprasio
  • Lunghezza Totale (km): 32.12
  • Percorribilità: A piedi, in mountain bike
  • Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 7.20
  • Dislivello in salita (m): 386
  • Dislivello in discesa (m): 565
  • Quota massima (m): 250
  • Difficoltà: Impegnativa
  • Strade pavimentate: 52%
  • Strade sterrate e carrarecce: 22%
  • Mulattiere e sentieri: 26%
  • Ciclabilità: 94%
  • Come arrivare al punto di partenza: Linea FS Parma- La Spezia, stazione Pontremoli

COSA VEDERE

Ponticello: borgo medievale risalente al XIV-XV sec, caratterizzato da archi a sesto acuto, a tutto tondo e a botte, che collegano vie ed abitazioni; all’interno vi è una casa torre risalente al X-XII secolo.

Filattiera- Di fondamentale importanza per la viabilità, non solo nel periodo medievale, il territorio di Filattiera offre una serie di testimonianze che vanno dai resti di strutture difensive agli ospitali per il ricovero dei pellegrini. Nella più vasta area pianeggiante dell’alta Lunigiana, lungo l’antico percorso della via Francigena, sorge la Pieve di Sorano. La Chiesa ha rivestito grande importanza come luogo di culto e verso la fine del VI secolo, ricevette il suo primo e stabile edificio. Avvicinandosi al centro storico di Filattiera si può notare il castello dei Malaspina, storica residenza di Opizzino. Proseguendo all’interno dei vicoli, una volta protetti dal borgo murato, si arriva alla chiesa di S. Giorgio, che conserva al suo interno l’epigrafe di Leodgar, fondamentale documento di età longobarda sulla cristianizzazione della zona. All’interno del paese si possono vedere le tracce dell’ospitale di S. Giacomo d’Altopascio, ordine noto per la protezione e l’ospitalità che offriva ai pellegrini che percorrevano la via Francigena.

Filetto: le origini del borgo murato sono da ricondurre alla difesa bizantina contro i Longobardi, che nei secoli VI e VII impegnò la Lunigiana. Il borgo ospita il Palazzo dei Marchesi Ariberti, edificio seicentesco unito al borgo e alla chiesa da due eleganti passaggi aerei di collegamento, e il Convento dei Frati Ospitalieri, vasto complesso del XVII secolo, con un chiostro interno. Infine la chiesa parrocchiale, opera del XIX secolo, con una grande torre campanaria. Nelle vicinanze si trova l’oratorio di San Genesio del XVI secolo, nella misteriosa selva di Filetto, nella quale sembra si svolgessero feste e incontri tribali già nella protostoria e dove sono state rinvenute numerose statue-stele. Ogni agosto nel borgo si svolge il Mercato Medioevale, in cui si torna indietro nel tempo con addobbi medievali, giocolieri, menestrelli, saltimbanco e oggetti dell’artigianato locale in ferro, legno, pietra e marmo.

Villafranca in Lunigiana – Nel 1181, Filippo Augusto re di Francia, di ritorno dalla terza crociata, percorrendo la via Francigena verso nord, ricorda nella sua Cronaca il borgo di Villafranca come “Lealville”, una “libera Villa” esente da dazi e balzelli, in cui prosperavano scambi e commerci, luogo di transito e sosta per mercanti, armati e pellegrini. Il borgo mercantile, allungato lungo la via Francigena all’incrocio di due corsi d’acqua e di molte strade in direzione di Parma, Lucca e Genova, era difeso dal Castello di Malnido, centro degli ampi possessi dei Marchesi Malaspina, e protetto dalla Chiesa di San Niccolò, nelle vicinanze della Magra, antica cappella benedettina e hospitale per l’accoglienza dei pellegrini e l’assistenza al guado sul fiume. Ancora oggi il borgo conserva il fascino del passato nelle facciate delle case decorate da bifore e trifore, nei fondachi disposti sui due lati della strada centrale, negli stemmi e insegne scolpiti sui ricchi portali, che indicano abitazioni di notai e mostrano il lavoro di artigiani e mercanti. Nei pressi della porta nord del borgo e dell’antico ponte sul torrente Bagnone, dove sorgevano i mulini e i torchi della comunità di Villafranca, oggi il Museo Etnografico della Lunigiana accoglie il visitatore interessato a scoprire i saperi della cultura contadina, che hanno caratterizzato per millenni la vita quotidiana degli abitanti della valle, tramandati di generazione in generazione. Si documentano riti propiziatori e tradizioni volti a chiedere protezione dalle malattie, salute per gli animali domestici, e saperi segreti sull’uso terapeutico delle erbe associato a formule magiche. Si conservano amuleti e brevi contro il malocchio, ex voto testimonianza della devozione ai santi venerati negli oratori e santuari locali.

Aulla: una stretta lingua di terra, alla confluenza tra Magra e Aulella, racchiude uno dei capitoli più importanti della vita religiosa e civile lunigianese prima dell’anno Mille. Aulla in quegli anni era un piccolo borgo a difesa di ponti e strade che portavano nella Lucchesia, in Liguria, verso la Cisa, periodo della grande fortuna della via Francigena come strada commerciale e di pellegrinaggio. Da vedere anche l’Abbazia e Museo di San Caprasio (IX-XII sec.), i cui recenti scavi ne hanno confermato l’importanza lungo la Via Francigena. Fondata nell’884 e affidata ai monaci legati alla famiglia Malaspina, verso il 1070 venne modificata e assunse l’attuale impianto a tre navate. Subì ulteriori rifacimenti nel XIV secolo e durante l’età barocca. Da visitare il Museo di Storia Naturale, istituito con lo scopo della divulgazione delle scienze naturali attraverso una descrizione completa e innovativa del paesaggio lunigianese, presso la Fortezza della Brunella (metà del XVI sec.), che prende il nome dal colle sul quale è stata costruita alla metà del XVI secolo. E’ un tipico esempio di architettura militare rinascimentale, predisposta per attacchi con le armi da fuoco.

Nelle vicinanze di Aulla si può visitare Pallerone, borgo medioevale dove si è mantenuta la torre dell’antico castello e la cappella Malaspina, oggi chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio, ma in origine intitolata a San Tommaso di Canterbury, decorata con stucchi e tele del XVIII secolo e una porta settecentesca.

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